Questo criterio rappresenta una misura di valore assoluto, cioè non relativo all’intervento o ai comparatori, della severità del problema di salute in esame.

Una tecnologia per pazienti con una malattia severa in termini complessivi di mortalità, disabilità, impatto sulla qualità della vita, percorso clinico (ad es. acutezza, stadi clinici) o una tecnologia che previene una condizione severa dovrebbe avere maggiore considerazione di una che si riferisce a pazienti con malattie meno gravi o che previene malattie meno gravi. La severità della malattia contribuisce alla valutazione di una tecnologia perché è riconosciuto che alleviare condizioni di salute più gravose è più importante che alleviare condizioni di salute più leggere. La direzione della scala è perciò basata sui principi etici di equità che forniscono molto valore alla tecnologia che allevia le condizioni dei pazienti che sono maggiormente in difficoltà. L’onere economico della malattia non è qui considerato poiché il valore della tecnologia si deve misurare innanzitutto sulla sua capacità di ridurre il peso della malattia e solo secondariamente sulla capacità di farlo in modo sostenibile, cioè costo-opportuno ovvero non a discapito di diversi e migliori usi delle risorse effettivamente impiegabili. Di seguito la scala utilizzata:

1: Pochi disagi
2: Modifica la qualità di vita
3: Determina disabilità
4: Minaccia la vita

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