Una nuova tecnologia potrebbe richiedere la riallocazione di risorse umane, finanziarie e di formazione. Una riallocazione significativa di risorse potrebbe seriamente mettere a repentaglio l’accesso a diagnosi e trattamenti diversi da parte di altri gruppi di pazienti.

Come questa riallocazione interferirà sul sistema sanitario e su tutti i possibili stakeholders? La tecnologia può essere applicata in modo che ci sia una ragionevole equa opportunità di accesso alle persone in situazione di comparabile bisogno? Come questo può essere garantito? Possono manifestarsi discriminazioni o altre iniquità (geografiche, di genere, etniche, religiose, lavorative, assicurative) che ne impediscano l’accesso? Sono necessarie specifiche garanzie? Le potenziali iniquità e discriminazioni dovrebbero essere giustificate.

Di seguito si riporta la scala:

  • Negativo: se adottata, la tecnologia faciliterebbe disequità tra persone nell’utilizzo appropriato dei servizi sanitari
  • Neutro: se adottata, la tecnologia non determinerebbe disequità di accesso ai servizi sanitari
  • Positivo: se adottata, la tecnologia migliorerebbe l’equità nell’utilizzo appropriato dei servizi sanitari

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