Questo criterio stabilisce la necessità di una descrizione narrativa delle influenze percepite, e ove possibile documentate, in modo da assicurare che la decisione sia allineata al mandato e prevenire distorsioni.

Pressioni o barriere esercitate da gruppi di portatori di interessi o da singoli individui spesso fanno parte delle circostanze del contesto di cura. Essere consapevoli di tali pressioni e degli interessi in gioco e di come questi possono influenzare le decisioni aiuta ad assicurare che queste ultime siano onestamente orientate.
Le priorità per gruppi specifici di pazienti in genere sono definite da gruppi sociali e/o da decisori e conseguono ai loro rispettivi valori morali. Queste considerazioni sono allineate con il principio di correttezza (o equità), che afferma la necessità di trattare in modo uguale casi simili e in modo diverso casi differenti, e spesso riconosce come prioritario il trattare chi sta peggio (teorie di giustizia).
Queste considerazioni non sono in genere quantificabili ma è importante riconoscerne l'esistenza e gestirle in modo da garantire che la decisione sia allineata con il mandato del SSL.
Esempi: pressioni da specialisti per usare tecnologie considerate innovative; pressione da gruppi di pazienti per accedere ad "usi compassionevoli".

Di seguito si riporta la scala:

  • Negativo: se adottata, la tecnologia faciliterebbe inappropriate resistenze da parte di alcuni portatori di interesse a discapito del bene comune.
  • Neutro: se adottata, la tecnologia non determinerebbe né pretese inappropriate da parte dei cittadini e/o dei professionisti né resistenze inappropriate da parte dei produttori e dei distributori.
  • Positivo: se adottata, la tecnologia potenzierebbe (empowering) il ruolo appropriato dei portatori di interesse e faciliterebbe la condivisione e il consenso sociale.

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